MESSA ESEQUIALE PER MONS. LUCIO SORAVITO

L'omelia del vescovo Pierantonio

La morte è il momento in cui appaiono i legami che ci uniscono ai fratelli che ci hanno lasciato: proprio perché ci è tolta la loro presenza fisica, sentiamo con più forza quanto la loro vita è intrecciata alla nostra. Anche per la nostra Chiesa di Adria-Rovigo questi giorni, che hanno seguito l’annuncio della morte del Vescovo Lucio, ci hanno fatto comprendere la forza e l’intensità del legame che ci unisce a lui. Ringrazio i familiari e la Chiesa sorella di Udine per la sensibilità e l’attenzione che ci hanno dimostrato, offrendoci la disponibilità a celebrare qui a Rovigo le esequie. In questi giorni ho pensato a quante volte il Vescovo Lucio ha fatto la strada da Udine a Rovigo: penso che dal cielo abbia gioito di poter fare questo ultimo viaggio per ritornare nella Chiesa di cui è stato Pastore, tra la gente che lo ha amato e apprezzato.

L’affetto e la partecipazione, manifestate da tante persone e confermato dalla grande partecipazione a questa celebrazione, non si radicano solo sulla dimensione umana dell’amicizia e della simpatia per una persona che si è fatta voler bene per il suo modo di fare semplice e cordiale, ma trovano il loro fondamento in un rapporto più profondo, che ha a che fare con il progetto d’amore e di salvezza di Dio. Nel Vescovo si manifesta la paternità di Dio per il suo popolo. Il Signore, come ci ha ricordato il profeta Ezechiele nella prima lettura, infatti si prende cura del suo popolo come un pastore del suo gregge: il pastore raduna le pecore, le conduce al pascolo, garantisce loro il riposo in un luogo sicuro, fascia quelle che sono ferite e cura le ammalate. Oggi il Signore esercita questa paternità tramite i Pastori della Chiesa, i Vescovi con i presbiteri loro collaboratori. C’è tanto bisogno oggi di questa paternità e il Vescovo Lucio con la sua instancabile disponibilità a incontrare persone, comunità, gruppi ha saputo offrire a tutti un segno di un Dio amorevole e affidabile, un Dio che ama la vita e che dona gioia a chi crede in lui. Mons. Soravito infatti è stato un pastore che ha cercato di portare gioia al suo popolo, mettendo in pratica il suo motto episcopale “Gaudete in Domino semper”: non è un caso che molte foto lo ritraggono sorridente in mezzo alla gente, che apprezzava la sua cordialità e la sua disponibilità a condividere anche momenti informali, per non parlare della sua amata fisarmonica strumento che suscitava allegria e creava affiatamento.

Allo stesso tempo però è stato anche un Vescovo che ha indicato alla sua Chiesa un cammino di rinnovamento: forte della sua competenza di catecheta e pastoralista e delle esperienze pastorali maturate in vari contesti si è preoccupato di rinnovare l’impostazione pastorale della Diocesi attraverso i piani pastorali annuali, la visita pastorale e il Sinodo diocesano. Non è mancata l’attenzione al contesto sociale del Polesine, manifestando solidarietà e vicinanza ai lavoratori nei momenti di crisi delle loro aziende ed esercitando una presenza rispettosa, ma allo stesso tempo propositiva, verso chi ricopriva ruoli politici e amministrativi.

Il ministero e la testimonianza cristiana del Vescovo Lucio non si sono conclusi con il termine del suo mandato episcopale nella nostra Diocesi: anche gli ultimi anni di dolorosa malattia rientrano a pieno titolo nel suo “magistero”. La prova che ha dovuto affrontare è per tutti noi un insegnamento che ci porta a considerare la fragilità della nostra esistenza e ad avere compassione e cura amorevole di quanti sono colpiti nella dimensione più delicata e preziosa della loro persona. Non conosciamo la sua intima sofferenza di fronte al progredire del male: possiamo solo intuire il suo dramma interiore, ancora più grande perché difficile da condividere con altri.

Ora tutto questo è passato e nella fede noi crediamo che il Vescovo Lucio è andato incontro al suo Signore. Come l’Apostolo Paolo, anche lui può a buon diritto dire “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, giudice giusto mi consegnerà”.

Caro Vescovo Lucio, riposa in pace: il Signore ti conceda in Paradiso quel riposo che ti sei guadagnato con la tua instancabile dedizione al servizio della Chiesa. Prega per le Chiese di Udine e di Adria-Rovigo, che hai servito e amato come prete e come Vescovo: chiedi per noi al Signore la grazia di sentire la Sua presenza e la Sua guida attraverso santi Pastori.