DOMENICA XIII T.O. – CONFERIMENTO DEL LETTORATO AD ANDREA CANAL, ALUNNO DEL NOSTRO SEMINARIO

«Fa’ che nella meditazione assidua della Tua Parola ne sia interiormente illuminato per diventarne fedele annunziatore ai fratelli»
26-06-2022

Gesù ha trascorso gran parte della sua vita pubblica in cammino: il brano di Luca che ci è stato proposto ci parla dell’inizio dell’ultima tappa di questo viaggio, ovvero la salita a Gerusalemme dove «sarebbe stato elevato in alto». Accompagnano Gesù i Dodici, i discepoli, le donne, ma anche la folla sempre in movimento, sempre presente lungo la strada. Questo camminare con Gesù è immagine della vita cristiana: anche noi siamo invitati come i primi discepoli a metterci a seguire Gesù, facendo della nostra vita un cammino verso la nostra Pasqua. Possiamo vedere anche la vocazione di Andrea alla luce del cammino di Gesù. Anche lui come i discepoli ha sentito l’invito di Gesù «Seguimi». È un invito che ha cominciato a sentire da ragazzino ed è diventato sempre più chiaro, fino alla decisione di lasciare altri progetti e di entrare in Seminario.

Il brano evangelico ci mostra però che non basta l’entusiasmo iniziale, occorre fare i conti con le esigenze della vocazione. Lungo la strada c’è chi vorrebbe aggiungersi al gruppo dei discepoli: Luca ci riferisce dichiarazioni entusiaste di questi aspiranti discepoli. «Ti seguirò dovunque andrai» dice uno di questi. Sorprende che Gesù non incoraggi questi propositi: le condizioni che gli vengono proposte dai suoi interlocutori sono comprensibili, anzi, in qualche caso corrispondono a dei doveri previsti dalla stessa religione. La sequela di Gesù però comporta la radicalità di scelte e di comportamenti: anche oggi a chi vuole seguirlo è chiesto di non accontentarci di un facile entusiasmo, ma di nutrire quella risolutezza che dà perseveranza e continuità al cammino.

Andrea si è messo alla prova e dopo l’ingresso in Seminario è stato aiutato a verificare e approfondire la sua vocazione. Ha avuto modo di confermare l’intuizione iniziale e di mostrare di essere capace di perseverare nel suo proposito di rispondere al Signore. Per questo lo scorso anno è stato ammesso tra i candidati agli ordini sacri e ha iniziato quella tappa della formazione che viene definita «configuratrice», perché ha come obiettivo di «configurare» cioè di dare al candidato la forma del buon Pastore per poter arrivare poi a ricevere l’Ordine sacro. Nella pedagogia della Chiesa questo impegno di configurare la propria vita a Cristo buon pastore viene sostenuto dall’affidamento dei ministeri di lettore e di accolito: il lettorato è il servizio della Parola, mentre l’accolitato è in relazione con l’eucaristia. Parola ed Eucaristia sono come le due colonne del ministero sacerdotale: tutta la vita e il ministero del prete ruota attorno ad esse. In particolare per quanto riguarda il ministero che questa sera viene conferito ad Andrea, «il lettorato propone al seminarista la “sfida” di lasciarsi trasformare dalla Parola di Dio, oggetto della sua preghiera e del suo studio» (Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis).

Il segno che accompagna il rito dell’istituzione è la consegna del libro della Sacra Scrittura. È significativo quanto viene detto nella preghiera che precede questo gesto: «Fa’ che nella meditazione assidua della Tua Parola ne sia interiormente illuminato per diventarne fedele annunziatore ai fratelli».

L’augurio che faccio ad Andrea è di lasciarsi affascinare dalla Parola di Dio, di essere «preso» dalla Parola e di gustare di conseguenza la gioia di trasmetterla a chi avrà modo di incontrare.