“Rispetto. Generare relazioni autentiche” è il tema scelto per la V Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi nella Chiesa e il versetto della Scrittura che guida i testi dei materiali è tra i più noti del Vangelo: “Lasciate che i piccoli vengano a me” (Mc 10,14). Di seguito la lettera di mons. Pierantonio, destinata ai presbiteri e agli operatori pastorali.
Carissimi Sorelle e Fratelli in Cristo,
la Giornata di preghiera per le vittime e i sopravvissuti, che la Chiesa italiana celebra mercoledì 18 novembre, mi offre l’occasione per richiamare la Vostra attenzione su un aspetto molto importante e delicato della nostra vita ecclesiale: mi riferisco alla tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Mi rivolgo insieme ai presbiteri e ai laici che svolgono compiti nelle comunità cristiane perché questo tema ci riguarda tutti sia preti che laici, religiosi/e: si tratta infatti di un impegno che deve essere condiviso da tutti coloro che operano in ambito ecclesiale. Purtroppo l’esperienza insegna che tutti (non solo i preti, ma anche i laici, religiosi/e) siamo esposti al pericolo di abusare dell’altro, soprattutto del minore e della persona vulnerabile.
Negli ultimi venticinque anni, grazie anche al Magistero di papa Benedetto XVI e di papa Francesco, la Chiesa ha preso coscienza della terribile piaga degli abusi perpetrati all’interno della Chiesa e di conseguenza della necessità di dare ascolto alle vittime e di mettere in atto iniziative specifiche per prevenire ogni forma di abuso.
C’è abuso ogni volta che l’altro non viene riconosciuto come un essere altro da me, con una sua dignità inviolabile. C’è abuso ogni volta che viene varcato il limite oltre il quale l’altro è manipolato, sfruttato, umiliato. Il rapporto pastorale, come pure quello educativo, proprio per il loro carattere asimmetrico, favoriscono l’emergere di debolezze e fragilità (se non anche di vere e proprie patologie) che portano chi esercita il compito pastorale o educativo a superare il confine e a violare l’intimità e la dignità delle persone che gli sono affidate. Per questo appare particolarmente significativo il tema dato alla Giornata di preghiera di quest’anno «Rispetto. Generare relazione autentiche».
Non possiamo trincerarci dietro il muro difensivo di chi dice «da noi queste cose non succedono»: non è saggio infatti presumere di essere immuni da debolezze e fragilità, pertanto occorre prevenire predisponendo contesti educativi che offrano garanzie e dove si seguano le buone prassi frutto dell’esperienza e della riflessione condivisa.
Anche nella nostra Diocesi, seguendo le disposizioni della CEI, è stato costituito fin dal 2020 un Servizio Diocesano Tutela Minori, formato da alcuni esperti e da alcuni operatori pastorali (presbiteri, laici, religiose) che ha innanzitutto un compito di formazione e di promozione nei confronti dei presbiteri e degli altri operatori pastorali. Al suo interno opera un centro di ascolto, a cui possono rivolgersi tutti coloro che vivono situazioni di disagio dovute a comportamenti di presbiteri o altri operatori pastorali, comportamenti posti in violazione del proprio stato con abuso di potere, sia nell’ambito sessuale che della coscienza. Accanto all’abuso sessuale infatti non va dimenticato l’abuso di coscienza, che si verifica quando una persona, che riveste un ruolo di autorità, con il suo potere manipola ed entra progressivamente nella sfera della coscienza di un’altra persona – la vittima – per condizionare e ridurre, fino ad annullarla, la sua libertà di giudizio e di scelta.
Il Servizio Diocesano Tutela Minori svolge la sua attività sia attraverso momenti formativi (ad es. lo scorso maggio è stata organizzata una serata per i responsabili delle attività estive), sia offrendo consulenza alle parrocchie e agli altri enti e aggregazioni che operano con i minori in ambito ecclesiale. Sia il Servizio Diocesano che il Centro di Ascolto possono essere contattati attraverso la Segreteria della Casa della Diocesi, oppure tramite la mail tutelaminori@diocesiadriarovigo.it.
Anticipo che nei primi mesi del prossimo anno il Servizio proporrà due momenti di formazione: uno specifico per i presbiteri e un altro per gli altri operatori pastorali (laici, religiose/i).
Credo che questo Servizio vada maggiormente conosciuto e utilizzato per promuovere una «cultura della tutela»: occorre passare infatti da un atteggiamento «reattivo» (ci si interessa di questi temi quando si verifica qualche criticità) ad un atteggiamento «proattivo», che inserisce la formazione e la prevenzione nella ordinarietà della vita ecclesiale, in modo che la comunità cristiana sia sempre più per tutti un ambiente sicuro in cui vivere relazioni sane che promuovano la crescita delle persone.
Affido a tutti voi questi pensieri confidando che possano dare impulso ad un rinnovato impegno e chiedo di ricordare nella preghiera le vittime/sopravvissuti-e degli abusi che si sono verificati in ambito ecclesiale, dedicandovi una speciale intenzione nella preghiera dei fedeli delle messe di domenica 23 novembre.
Rovigo, 11 novembre 2025
+Pierantonio Pavanello – Vescovo

