Nell’accogliere la sua nomina a Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, esprimiamo innanzitutto la nostra gratitudine al Santo Padre per l’attenzione premurosa e costante che ci riserva. Il ministero che si appresta a iniziare nel nostro Paese rinnova il particolare vincolo di comunione che unisce la Sede Apostolica e le nostre comunità ecclesiali. Per questo, sentiamo il dovere di ringraziare il suo predecessore, Monsignor Petar Rajič, per il servizio svolto, per la dedizione con cui ha accompagnato il cammino delle nostre comunità, contribuendo a consolidare i rapporti di unità con la Santa Sede e le relazioni con le Autorità dello Stato.
Con i medesimi sentimenti, oggi la accogliamo, rinnovando il nostro cordiale augurio. In questi anni di servizio alla Sede Apostolica quale Sostituto per gli Affari Generali presso la Segreteria di Stato non sono mancate le occasioni di incontro tra di noi e con le Chiese in Italia. Siamo certi che la sua esperienza al servizio della Chiesa universale sarà di sostegno al nostro cammino, nello spirito della comunione ecclesiale, dell’ascolto fraterno e della collaborazione con l’Episcopato. Già sin d’ora, può contare sulla comunione fraterna dei Vescovi italiani perché intendiamo «essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio» (Discorso ai Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana, 17 giugno 2025).
Affidiamo la sua missione all’intercessione della Vergine Maria, Regina degli Apostoli, e dei nostri Patroni San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena.
Di seguito la Lettera che Monsignor Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, ha fatto pervenire – per tramite del Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI – a tutti i Vescovi italiani.
Nel momento in cui viene resa pubblica la decisione del Santo Padre Leone XIV di nominarmi Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, è mio profondo desiderio parteciparLe i sentimenti che in questi giorni abitano il mio animo. Sono momenti importanti per la mia vita, come accade per ogni discepolo del Maestro che, di fronte ad una nuova chiamata, accoglie la volontà di Dio con piena docilità e filiale abbandono.
Da quando il Sommo Pontefice mi ha confidato la Sua decisione ho avvertito tanta serenità e pace; servire la Chiesa italiana, con la sua storia e tradizione plurisecolari, edificata sulla fede salda degli Apostoli, corroborata dalla testimonianza vivente dei suoi Santi e Sante, irrigata dal sangue dei Martiri, è per me una nuova missione che – ne sono certo – sarà anche una occasione di singolare grazia e una grande opportunità, tanto più in considerazione dello speciale legame tra il Papa e i Vescovi della Penisola. È pertanto mio vivo auspicio pormi nel cammino della Comunità ecclesiale assieme a tutti i Confratelli nell’episcopato, per adoperarmi all’edificazione del Regno di Dio, in comunione con il Successore di San Pietro, «perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli» (cfr LG 1).
In questi anni di servizio alla Sede Apostolica come Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, sono state numerose le opportunità di incontro sia ufficiali che private con tanti Vescovi; penso in particolare alle visite ad limina, agli eventi ecclesiali celebrati a Roma, e a tante altre circostanze nelle quali ho avuto modo di conoscere e apprezzare la premura pastorale di molti a favore del gregge loro affidato.
Eminenza, con tali sentimenti e con tanta fiducia nel Buon Pastore inizio questa missione, animato dalla sicura speranza che, nello svolgimento del mio servizio, attingendo alla personale esperienza maturata in diverse Nazioni del mondo, potrò contare sulla comunione fraterna di tutti i Vescovi d’Italia quale segno tangibile dell’affectus collegialis, affinché – come ricordato da Leone XIV – possiamo «essere Chiesa che incarna il Vangelo ed è segno del Regno di Dio» (Discorso alla Conferenza Episcopale Italiana, 17 giugno 2025).
Concludo questa lettera ricordando quanto Sua Santità ha affermato in occasione del Giubileo, il 25 giugno 2025, circa le virtù che noi Vescovi, in conformità a Gesù Cristo, con la grazia dello Spirito Santo”, siamo chiamati a coltivare: «La lealtà, la sincerità, la magnanimità, l’apertura della mente e del cuore, la capacità di gioire con chi gioisce e soffrire con chi soffre; e così pure il dominio di sé, la delicatezza, la pazienza, la discrezione, una grande propensione all’ascolto e al dialogo, la disponibilità al servizio».
Mentre chiedo cortesemente a Vostra Eminenza di partecipare tali voti agli Em.mi ed Ecc.mi Membri della Conferenza Episcopale, affido tutti all’intercessione della Vergine Madre, Regina degli Apostoli, e dei Santi Patroni Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, in attesa di un nostro prossimo incontro.

