Una serata di incontro, condivisione e solidarietà per sostenere la Locanda della Casa e far conoscere sempre più da vicino una realtà che ogni giorno offre cibo, accoglienza e ascolto a tante persone in difficoltà. È questo lo spirito de “La serata in Locanda – Cena di sapori e di solidarietà”, in programma mercoledì 23 settembre alle 19 alla Locanda della Casa della diocesi di Adria-Rovigo.
L’iniziativa è stata presentata alla presenza del direttore della Caritas diocesana Davide Girotto, del vescovo della diocesi monsignor Pierantonio Pavanello, dell’assessore ai Servizi sociali Dominga Milan e del presidente della Provincia Enrico Ferrarese.
«Una serata di incontro e condivisione per sostenere la Locanda, ma soprattutto per farla conoscere a tutti quelli che vogliono conoscerla e farne parte», ha spiegato Davide Girotto. La Locanda offre quotidianamente cibo a tantissime persone in difficoltà ed è sostenuta dalla beneficenza di cittadini e aziende. Il direttore della Caritas ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare ai volontari, «di cuore, per quello che svolgono quotidianamente».
L’assessore Dominga Milan ha portato i saluti del sindaco Valeria Cittadin, sottolineando il valore di un progetto che mette al centro la condivisione e lo stare insieme. «La Locanda, lo dice il nome stesso, è casa. Vuole far sentire la gente a casa». Un luogo che Caritas e diocesi intendono far diventare sempre più uno spazio di ascolto e non di pregiudizio. Milan ha ringraziato le associazioni e le persone che si prendono cura di questa realtà, con l’obiettivo di renderla sempre più sicura e accogliente, annunciando inoltre che la Giunta comunale sarà presente al completo alla serata.
Il presidente della Provincia Enrico Ferrarese ha espresso gratitudine alla diocesi e alla Caritas per il lavoro svolto, riconoscendo la capacità di cogliere l’importanza di esperienze come quella della Locanda. «È bello che questi contesti possano diventare casa. Una rete che può diventare amicale e nella quale ci si può sentire a casa». Per Ferrarese, la cena rappresenta un’occasione preziosa per mostrare alla comunità un’esperienza concreta di solidarietà e una strada per vivere bene nei nostri territori.
Il vescovo monsignor Pierantonio Pavanello ha ricordato come la serata abbia innanzitutto lo scopo di portare all’attenzione della città e del territorio questa iniziativa, facendo conoscere le fragilità che attraversano la società. «Non è solo un pasto, ma è anche sentirsi in un luogo di incontro, di accoglienza, socialità e integrazione».
«Abbiamo una società dove chi ha dei problemi rischia di rimanere indietro in modo irreparabile», ha osservato il vescovo, sottolineando l’importanza di realtà capaci di offrire vicinanza e sostegno. La Locanda è attiva da tre anni e, come ha ricordato Pavanello, non si sono mai verificate problematiche di ordine pubblico, nonostante le preoccupazioni che qualcuno aveva manifestato al momento della sua presentazione.
La cena sarà anche un’opportunità per contribuire concretamente al mantenimento della struttura. «Coprire economicamente questa realtà significa 90 mila euro all’anno», ha spiegato il vescovo. Una parte delle risorse proviene dall’8 per mille, che deve però essere destinato anche ad altre attività di sostegno e aiuto. Un contributo fondamentale arriva quindi dai cittadini e dalle aziende che scelgono di sostenere la Locanda con le proprie offerte.
«Questa serata e questa cena sono un’occasione anche per maturare nel nostro ambiente una sensibilità diversa. Ci auguriamo che sia un’attenzione che aumenti nel tempo», ha concluso Pavanello.
La serata è aperta a tutti. Per partecipare è possibile iscriversi scrivendo all’indirizzo e-mail aiutaciadaiutare@caritasrovigo.org oppure telefonando al numero 338 916 0951.
Un invito alla comunità a condividere una cena, ma soprattutto a conoscere una realtà che ogni giorno sceglie di mettere al centro le persone, offrendo loro non soltanto un pasto, ma un luogo in cui sentirsi accolte.

