Esce il 26 maggio il volume dedicato al giovane rodigino scomparso nel 2007. Presentazione il 5 giugno a Granzette, sua comunità di origine. Una testimonianza di fede, amicizia e speranza raccontata da chi lo ha conosciuto da vicino. Un libro per ricordare la vita intensa e luminosa di un giovane rodigino scomparso prematuramente nel 2007. Si intitola “Federico Bazzan. Le stagioni della felicità” (Edizioni Ares, 304 pagine, 18 euro) e sarà in uscita il 26 maggio, mentre la presentazione ufficiale è prevista per il 5 giugno presso la Parrocchia di Granzette, comunità d’origine di Federico.
Il volume nasce dall’incontro e dalla collaborazione di due amici giornalisti, Emilia Flocchini e Matteo Liut, che hanno sentito il bisogno di raccontare una storia capace ancora oggi di parlare a molti. Un’esistenza breve, ma segnata da una straordinaria capacità di comunicare positività in ogni ambito della vita: dal lavoro come bancario all’impegno nell’animazione parrocchiale.
Federico Bazzan (1981-2007) trova nella spiritualità francescana un punto fermo della sua vita, grazie anche all’appartenenza alla Gioventù Francescana. La sua fede, coltivata nel quotidiano, diventa ancora più profonda nel momento della prova più dura: la malattia. Colpito da un melanoma che si rivelerà fatale, affronta il dolore senza perdere il senso della speranza. Non a caso, ancora oggi, la sua figura continua a colpire chi ne scopre la storia per la prima volta. Il libro raccoglie testimonianze e ricordi dei suoi affetti più vicini: la moglie Sara, il padre Valter, i familiari e molte persone che hanno condiviso con lui un tratto di strada. Contributi significativi arrivano anche dai vescovi di Rovigo e Verona, coinvolti rispettivamente nella prefazione e nell’“Invito alla lettura”.
Nella prefazione, mons. Domenico Pompili, vescovo di Verona, sottolinea come la sua non sia una storia di eroismo, ma di fiducia: “È fiducia nei legami che tengono, è fede in una presenza divina che non protegge dalla sofferenza ma la abita e la trasforma dall’interno”. Anche mons. Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo, nell’Invito alla lettura invita a riflettere sul valore della testimonianza: “Riscoprire la vita di persone come Federico significa comprendere che è possibile dare senso pieno ai giorni, anche davanti alla sofferenza e alla morte, nella speranza di una vita altra”. Un libro che non si limita a raccontare una biografia, ma restituisce una testimonianza che continua a interrogare: quella di una vita breve, attraversata con intensità, e trasformata in messaggio di speranza.

