La morte non è la fine di tutto, ma l’inizio di qualcosa. È un nuovo inizio, perché la vita eterna, che chi ama già sperimenta sulla terra dentro le occupazioni di ogni giorno, è iniziare qualcosa che non finirà
Ringraziamo il Signore di averci dato questo papa, che ci ha ricordato la necessità di vivere il Vangelo e di viverlo con gioia: non a caso il documento programmatico del suo pontificato si intitola Evangelii Gaudium
Augurando buona Pasqua diciamo all’altro che desideriamo per lui che riesca ad andare oltre le prove e le sofferenze della vita e che trovi un senso a quanto sta vivendo
«Noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito»
La Chiesa nasce dal dono dello Spirito ed è da esso configurata attraverso i sacramenti come Corpo di Cristo, cioè organismo vivo dove i singoli fedeli sono uniti tra di loro da un vincolo che non è solamente umano ma viene dallo Spirito
Ognuno di noi in questi giorni porrà il suo sguardo su Gesù e sulla sua croce, ma ciò che veramente sarà decisivo sarà lo sguardo unico che Lui rivolge su di noi
speranza che l’autore del Libro delle Lamentazioni fa seguire alle espressioni citate: «Le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie. Si rinnovano ogni mattina, grande è la sua fedeltà»
L’Epifania ci invita a guardare quanti non fanno parte della comunità cristiana come cercatori di Dio: come i magi cercavano la Verità e per questo si sono messi in cammino, anche oggi ci sono tante persone che sono in ricerca, più di quanto noi crediamo