Ricordo di aver sentito quand’ero bambino spiegare che la Chiesa non potendo fare una festa per ognuno dei cristiani santi, li riunisce tutti in un’unica grande festa. Questa spiegazione ha una parte di verità, ma non rende ragione in pienezza del significato di questa solennità. La santità infatti non ha solo una dimensione individuale: non si è mai santi da soli, ma si diventa santi in quanto uniti a Cristo nel battesimo si partecipa della santità del Padre, fonte di ogni santità, il Santo per eccellenza. In Cristo poi ogni battezzato è unito agli altri cristiani così da formare un corpo, il Corpo di Cristo, ovvero un popolo santo, la Chiesa.
Celebrando la festa di tutti i santi siamo quindi invitati a contemplare la chiesa una e santa, quella chiesa che consiste appunto nella comunione dei santi.
Chi sono i santi che formano la chiesa che siamo chiamati questa sera a contemplare? Non sono solo quei cristiani che hanno già concluso la prova dell’esistenza terrena e stanno davanti al trono di Dio, di cui ci parla la seconda lettura, descrivendoci la visione di San Giovanni nell’Apocalisse; sono anche i cristiani ancora in cammino qui sulla terra, impegnati a vivere il Vangelo delle beatitudini. Ciò che unisce gli uni e gli altri è la purificazione operata dalla Grazia del Signore: nel Vangelo vengono proclamati beati i puri di cuore; nella seconda lettura si dice che i cristiani che sperano nel Signore vengono purificati come egli è puro; il brano dell’Apocalisse parla dei redenti come di coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole bianche col sangue dell’Agnello. Questa purezza non è di tipo cultuale né semplicemente morale, ma è la purezza della carità, che è l’altro nome della santità.
Nel nostro tempo si è attenuata, anche nei cristiani, la coscienza della santità della Chiesa: si è portati per una molteplicità di ragioni a sottolineare i difetti e i limiti della chiesa nella sua dimensione umana e visibile. Non ci sono remore a criticare non solo gli altri fedeli, ma anche i pastori, preti, vescovi e perfino il papa. Certo la Chiesa fatta di peccatori, , ma è anche santa, perché i suoi membri hanno ricevuto il dono di essere purificati dalla Grazia di Dio. È importante che riscopriamo la bellezza della Chiesa santa e proprio per questo oggi celebriamo la comunione dei santi: potremmo dire con un termine più semplice il grande abbraccio che avvolge chi crede in Gesù Cristo Figlio di Dio. Il credente rende visibile la santità attraverso la comunione con gli altri credenti. Ecco che cosa è la Chiesa: uno spazio di santità in mezzo all’umanità!
La missione della Chiesa è proprio quella di rendere presente nel mondo la santità di Dio e di coinvolgere gli uomini in questo grande abbraccio.
In questo tempo sentiamo tutti la fatica e il disorientamento ad essere cristiani in un mondo che non è più cristiano. Abbiamo bisogno di riscoprire la chiamata fondamentale che il Signore ci fa ad essere santi come Lui è santo. La contemplazione della santità della Chiesa alimenti e sostenga il nostro impegno a diventare santi vivendo il Vangelo e corrispondendo così al dono che abbiamo ricevuto nel battesimo.
