VEGLIA PASQUALE

utta la storia della salvezza culmina nella risurrezione di Gesù: per questo abbiamo ascoltato una serie di testi biblici che hanno ripercorso le tappe dell’Alleanza di Dio con l’umanità. Risorgendo da morte Gesù ha aperto all’umanità la via per una vita nuova, una vita più forte del peccato e della morte: questa vita nuova è offerta a tutti coloro che credono in Lui e ricevono il battesimo
03-04-2026

La Veglia di questa notte è il momento centrale della vita della Chiesa nel corso dell’anno liturgico: non potrebbe essere diversamente perché in questa notte noi celebriamo l’evento da cui dipende il nostro stesso essere cristiani: la risurrezione di Gesù da morte. Tutta la storia della salvezza culmina nella risurrezione di Gesù: per questo abbiamo ascoltato una serie di testi biblici che hanno ripercorso le tappe dell’Alleanza di Dio con l’umanità. Risorgendo da morte Gesù ha aperto all’umanità la via per una vita nuova, una vita più forte del peccato e della morte: questa vita nuova è offerta a tutti coloro che credono in Lui e ricevono il battesimo. C’è pertanto un legame profondo tra la Pasqua e il battesimo. Lo vediamo innanzitutto dal segno dell’acqua: nell’Antico Testamento la Pasqua è il memoriale del passaggio attraverso l’acqua del Mar Rosso, passaggio in cui si compie la liberazione del popolo dalla schiavitù. Immergersi nell’acqua e riemergere è un movimento che indica morte e rinascita. Così anche Gesù parla della sua passione e morte richiamando proprio questo movimento di immersione/riemersione come morte e risurrezione. Proprio per questo Gesù indica la sorte che lo aspetta usando il termine «battesimo» («c’è un battesimo che devo ricevere…»). Comprendiamo allora perché il sacramento attraverso il quale noi siamo uniti alla Pasqua di Cristo e con lui rinasciamo ad una vita nuova è legato all’acqua: l’acqua è causa di morte ma allo stesso tempo di vita, è sepolcro di morte ma anche sorgente di vita. L’immersione nell’acqua simboleggia la sepoltura e l’emersione la rinascita. Comprendiamo allora perché l’acqua rappresenta la dinamica pasquale di morte e risurrezione. Chi è unito a Cristo deve morire con Lui all’uomo vecchio per rinascere ad una vita nuova. Paolo, lo abbiamo sentito in uno dei brani che è stato proclamato poco fa, lo afferma chiaramente: «Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione».

Il battesimo è allora un sacramento pasquale: il tempo pasquale di conseguenza è il momento più indicato per conferire il battesimo, in modo particolare è indicato conferire il battesimo agli adulti nella veglia pasquale. È quello che faremo fra poco: Niniola e Daniel, una coppia di sposi (e genitori) nigeriani diverranno cristiani ricevendo il battesimo e gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana (la cresima e l’eucaristia).

Celebrare la Pasqua per noi già battezzati significa riscoprire il dono del battesimo; sentire cioè che siamo rinati con Cristo a una vita nuova, che partecipa di quella forza divina che ha risuscitato Gesù da morte. Se fossimo consapevoli di questa rinascita, vivremmo in modo molto diverso. Non basta infatti aver ricevuto un dono, bisogna essere consapevoli del suo valore e saperne trarre frutto. Purtroppo molti battezzati vivono senza questa consapevolezza. Approfittiamo allora di questa veglia per ravvivare in noi la convinzione di essere creature nuove, di avere ricevuto la grazia di vivere un amore grande come quello di Gesù, di essere più forti, se lo vogliamo, del peccato che continuamente ci tenta e ci mette alla prova.

L’augurio di buona Pasqua ha proprio questo significato: possiate, cari fratelli e care sorelle, diventare cristiani nuovi, più convinti e più maturi. Sia questa la vostra Pasqua.