La Parola di Dio che abbiamo ascoltato, in particolare la prima e la seconda lettura, ci mostrano come Dio abbia un piano di salvezza per l’umanità che si sviluppa dentro la storia. Nella prima lettura si parla di Ciro, redi Persia, scelto dal Signore per liberare il suo popolo esule e schiavo a Babilonia. Proprio questo re pagano diventa, a sua insaputa, strumento di liberazione e di salvezza. Il testo biblico insiste su questo aspetto: «Sebbene tu non mi conosca… anche se tu non mi conosci» (vv. 4.5). Ciro che si riteneva l’eletto del dio dei Babilonesi, era invece condotto per mano dal Dio d’Israele, l’unico Dio, l’unico Signore. Le parole di Isaia sono un invito a guardare gli eventi e la storia del mondo con occhi nuovi: gli uomini e i popoli si agitano, sono mossi da interessi e passioni, hanno slanci di generosità e ripiegamenti egoistici, ma il Signore li conduce e tutto fa entrare nel suo disegno di salvezza. Anche gli atei e i miscredenti hanno spesso dato e continuano a dare un importante contributo alla purificazione della fede e della religione e alla liberazione dell’uomo. Senza saperlo anch’essi sono coinvolti nei progetti di Dio.
Anche nella seconda lettura Paolo manifesta la sua sorpresa: viene infatti a sapere dai suoi collaboratori che la comunità di Tessalonica si era sviluppata, era cresciuta rigogliosa ed era divenuta un modello di fede e di pratica della carità fraterna; affrontava con coraggio la persecuzione, le vessazioni, le molestie dei non credenti e godeva della stima dei pagani per la vita integra che i battezzati conducevano. Paolo è sorpreso perché a Tessalonica la sua predicazione non aveva avuto grande successo e pertanto riteneva quella comunità debole e fragile,
Il protagonista della missione quindi è il Signore, ma Egli chiede anche a noi di partecipare al suo disegno di salvezza e di liberazione dell’umanità. Per questo chiama tutti i battezzati ad essere partecipi della sua missione e in modo particolare chiama alcuni ad una particolare consacrazione. Papa Leone nel messaggio per questa Giornata Missionaria Mondiale ci parla proprio di loro: i missionari sono cristiani che «hanno lasciato la propria terra, la propria famiglia e ogni sicurezza per annunciare il Vangelo, portando Cristo e il suo amore in luoghi spesso difficili, poveri, segnati da conflitti o lontani culturalmente. Continuano a donarsi con gioia malgrado avversità e limiti umani, perché sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere. Con la loro perseveranza mostrano che l’amore di Dio è più forte di ogni barriera. Il mondo ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo, e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie, che dobbiamo sempre avere a cuore e per le quali occorre pregare il Padre continuamente. Che Egli ci conceda il dono di giovani e adulti disposti a lasciare tutto per seguire Cristo nella via dell’evangelizzazione sino alle estremità della terra».
Le nostre quattro sorelle della Famiglia Missionaria della Redenzione con il rito della consacrazione perpetua si impegnano ad essere quei «testimoni coraggiosi di Cristo» di cui parla il Papa: esse offrono al Signore tutta la loro vita. Noi siamo chiamati questo pomeriggio a pregare per loro, perché possano portare a compimento quanto oggi promettono al Signore. Nello stesso tempo siamo provocati dalla loro scelta di donazione totale a interrogarci su come viviamo quella vocazione missionaria che in forza del battesimo è di tutti i cristiani.
In questo contesto vorrei dire una parola di ringraziamento al Signore per il dono che è stata- ed è tuttora – per la nostra Diocesi la Famiglia Missionaria della Redenzione, di cui ricorre quest’anno l’80° di fondazione. Credo infatti che abbia dato un contributo fondamentale a tenere viva la dimensione missionaria, con uno stile semplice e umile, davvero familiare. Questa comunità missionaria sta avendo il suo sviluppo soprattutto in Burundi, ma dobbiamo cercare che il seme della missione cresca e fruttifichi anche qui da noi, dove la Famiglia Missioanri della Redenzione è nata e ha avuto il suo primo sviluppo.
