FESTA DI S. MICHELE ARCANGELO – PATRONO DELLA POLIZIA DI STATO

In questo giorno di festa abbiamo un motivo per invocare l’intercessione di San Michele: lo preghiamo non solo per ottenere la protezione dai tanti pericoli, ma anche per avere la forza e la saggezza che la situazione attuale richiede
29-09-2026

San Michele Arcangelo è stato designato come Patrono e Protettore della Polizia di Stato da Papa Pio XII nel 1949 con riferimento alla lotta che il poliziotto combatte tutti i giorni come impegno professionale al servizio dei cittadini. San Michele infatti è l’angelo che combatte contro le potenze del male. In particolare nell’Apocalisse (vedi il brano che abbiamo ascoltato nella prima lettura) S. Michele è presentato come avversario del demonio, vincitore dell’ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago… … Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli».

Se lottare per la giustizia e la pace – pace che è anche ordine e rispetto delle leggi e delle istituzioni –  è compito di ogni cittadino, lo è in modo particolare per la Polizia di Stato, che è chiamata a garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Proprio il tema della sicurezza è oggi al centro del dibattito pubblico e Vi chiama in causa in modo nuovo rispetto al passato. Nonostante le statistiche dicano che i reati sono in diminuzione, infatti, nell’opinione pubblica è aumentata la percezione di una crescente insicurezza. Ci si sente minacciati e il sentimento di paura che pervade la popolazione tende a dettare l’agenda della vita sociale e politica. La paura tuttavia non produce sicurezza: la paura infatti semplifica fenomeni complessi, individua rapidamente un colpevole e promette soluzioni immediate. Il problema è che la paura può conquistare il consenso, ma non produce sicurezza. La sicurezza pertanto non dovrebbe essere solo una questione di ordine pubblico. È un tema che riguarda innanzitutto il futuro delle nostre comunità. La paura non va ignorata né tanto meno irrisa, va governata e «curata» con la presenza delle istituzioni, con il dialogo paziente che ricostruisce la fiducia. Mi piace richiamare a questo proposito quanto scrive Papa Leone nella sua Enciclica «Magnifica humanitas»: egli propone due immagini: l’immagine di Babele, per indicare la divisione e il disordine che contrassegnano l’attuale situazione dell’umanità, e l’immagine di Gerusalemme, ricostruita con pazienza e determinazione dagli ebrei dopo il ritorno dall’esilio a Babilonia sotto la guida di un leader saggio come Neemia. Anche noi oggi ci troviamo davanti al compito di ricostruire la nostra convivenza civile attraverso una nuova coscienza civica, che renda possibile a tutti di viere nel rispetto e nella condivisione. Questa nuova coscienza deve rendere possibile a tutti di integrarsi nella nostra vita sociale, anche agli stranieri che vengono a vivere tra noi e di cui abbiamo bisogno per tante attività e servizi. In questo contesto anche la Polizia di Stato è chiamata a svolgere il suo compito, non soltanto nella dimensione repressiva dei reati ma anche in quello di costruire la fiducia nelle istituzioni e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita della comunità.

E’ un compito impegnativo e pertanto in questo giorno di festa abbiamo un ulteriore motivo per invocare l’intercessione di San Michele: lo preghiamo infatti non solo per ottenere la protezione dai tanti pericoli ma anche per avere la forza e la saggezza che la situazione attuale richiede.